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Spadafora… dal vaso

Spadafora… dal vaso

La volontà del Ministro Spadafora è quella di non far ripartire il campionato di calcio di serie A. E nemmeno quello che sta succedendo nel resto d’Europa  aiuta il Ministro a riflettere sui danni economici e sportivi che il blocco definitivo del campionato determinerà.

Le ultime e sembra inderogabili richieste del CTS (Comitato Tecnico Sportivo) riguardano due aspetti che sembrano due ostacoli insormontabili e, inspiegabili.

Il primo è la quarantena obbligata di 14 giorni per l’intera squadra qualora ci fosse anche un solo positivo. In Germania, ma anche in Inghilterra, la regola è diversa: se uno o più giocatori risultano positivi vengono isolati dal gruppo. L’indicazione imposta dal CTS italiano rischia di bloccare il campionato, o nella migliore delle ipotesi creare una gimcana di partite che renderebbero ingestibile quel che rimane della stagione.

La seconda riguarda  il ruolo centrale che viene dato ai medici sportivi. Il Comitato tecnico scientifico ha indicato i medici sociali come responsabili del protocollo sanitario anti covid -19 per le squadre sportive. Enrico Castellacci, ex responsabile medico della Nazionale, presidente di L.A.M.I.C.A. (Libera Associazione Medici Italiani del Calcio), avverte di un possibile rischio di sciopero, o addirittura di dimissioni di massa.

In un intervista rilasciata alla emittente campana Radio Punto Nuovo ha affermato che  «Un medico non è un eroe, ma un professionista serio e si assume le proprie responsabilità. È da tempo che continuo a ripetere che il medico del calcio è l’anello debole della catena che non ha un contratto depositato in Lega. L’unica figura poco tutelata, o per niente…era ovvia questa responsabilità sul medico del calcio, l’assenza dell’associazione L.A.M.I.C.A all’interno della Federcalcio è assurda. È ovvio che dovranno essere fatte delle verifiche, abbiamo già allertato i legali della nostra associazione perché facciano le loro osservazioni dopo aver letto i protocolli… Ho già ricevuto molte lettere di colleghi dalla Serie B che minacciano le loro dimissioni in caso non venisse rivista la questione della responsabilità, che diventa una responsabilità penale».

Anche qui, più che cercare una soluzione Spadafora complica le cose mettendo tutto il mondo del calcio in difficoltà; la speranza è che prima del 18 il Governo riporti sulla retta via lo sperduto Ministro

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