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Il mondo del calcio dà l’addio a Emiliano Mondonico

Il mondo del calcio dà l’addio a Emiliano Mondonico

Per 7 anni ha lottato come un leone contro un male più forte di lui. Sempre col sorriso sulle labbra, sotto i suoi iconici baffoni. Con la tenacia di chi si è sempre dovuto guadagnare tutto, un po’ come quando era in panchina. All’età di 71 anni il mondo del calcio piange la scomparsa di Emiliano Mondonico, allenatore da sempre amato da tutti gli sportivi per la sua lealtà e il suo coraggio. Quello non gli è mai mancato, nemmeno nell’affrontare la malattia che nella mattinata di oggi se l’è portato via. Tantissimi i messaggi arrivati da club di tutti Italia per ricordarlo. A partire dal Torino, la squadra che più di tutte lo ha rappresentato: “”Il Presidente Urbano Cairo e tutto il Torino Football Club – dirigenti, dipendenti, allenatori, calciatori, settore giovanile – profondamente addolorati, esprimono il commosso cordoglio e la vicinanza ai famigliari di Emiliano Mondonico, mancato oggi all’affetto dei suoi cari e dei suoi tantissimi amici. Ex calciatore granata e poi allenatore del Toro con cui ha vinto una Coppa Italia e la Mitropa Cup, Emiliano Mondonico è entrato nella storia della nostra Società e nel cuore di tutti i tifosi, oltre alle specifiche competenze, per il coraggio e per il suo spirito indomito, qualità che lo hanno anche contraddistinto come uomo sino all’ultimo. Il calcio perde un apprezzato professionista, il Toro piange un amico. Ciao Mondo, ci mancherai”.

Anche l’Atalanta, altra squadra che ha guidato per lungo tempo gli ha dedicato un affettuoso saluto: “Atalanta in lutto. È scomparso Emiliano Mondonico. Il Presidente Antonio Percassi e tutta la famiglia Atalanta con grande commozione sono vicini alla moglie Carla, alle figlie Francesca e Clara, ai familiari tutti, e partecipano al loro profondo dolore. Emiliano Mondonico ha indossato la maglia nerazzurra prima da giocatore e quindi da allenatore scrivendo alcune delle pagine più importanti della storia dell’Atalanta. Guidò l’Atalanta dalla panchina per la prima volta nella stagione 1987-88 in Serie B. Quella fu una stagione incredibile visto che la squadra non solo ottenne immediatamente la promozione nella massima serie, ma fu protagonista dell’esaltante cavalcata in Coppa delle Coppe dove arrivò a disputare la semifinale contro il Mechelen. Nelle due successive stagioni ottenne un sesto (1988-’89) e un settimo posto (1989-’90) in Serie A con relativa qualificazione alla Coppa Uefa. Ritornò ad allenare l’Atalanta dal 1994 al 1998 con un’altra promozione in Serie A e la conquista della finale di Coppa Italia. In momenti come questo si fa sempre tanta fatica a trovare le parole, forse perché non ce ne sono. Se n’è andato un pezzo importante di storia atalantina, ma mai potrà essere dimenticato. Ciao mister, ciao “Mondo”…”.

Di Marco Scicchitano

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