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Malagò annuncia, il calcio riparte. A quali condizioni ?

Malagò annuncia, il calcio riparte. A quali condizioni ?

Dopo un tira molla iniziato un mese fa, prima la politica e poi l’intero mondo dello sport sono arrivati ad una conclusione: il calcio può ripartire.

Dal 13 giugno la serie A ripartirà; più di 120 partite compresse in un calendario strettissimo per cercare di riportare tutto alla normalità: per qualcuno sarà dura per alcuni impossibile.

Illuminazione sulla via di Damasco oppure una scelta obbligata dai tanti soldi che il movimento calcistico distribuisce a pioggia sul CONI, sull’erario, sul mercato del lavoro.

E’ evidente che il motivo è squisitamente economico. Il problema però è che al ministero dello sport nemmeno questa evidenza è bastata per convincere Spadafora che le condizioni dettate dal CTS (Comitato Tecnico Scientifico) contengono la formula per fermare (speriamo di no !) il campionato dopo 3 giornate.

Aldilà della responsabilità penale assegnata ai medici sociali, la regola che rischia di far saltare il banco è quella relativa alla quarantena obbligata per l’intera squadra e relativo blocco delle partite da giocare.

Non valutare questo aspetto, significa premeditare la morte di questa stagione e non solo.

Dal prossimo 18 maggio potranno riprendere gli allenamenti di gruppo con Gravina che ha accettato tutte le correzioni al protocollo richieste dal CTS. La speranza dei presidenti di Serie A è che grazie alla mediazione del Presidente di Consiglio Giuseppe Conte vengano rivisti i protocolli sanitari prima dell’inizio del campionato al solo fine di salvaguardare il campionato e tutte gli interessi ad esso connessi.

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