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Buffon: “Lascio la Juventus, sabato la mia ultima partita”

Buffon: “Lascio la Juventus, sabato la mia ultima partita”

La notizia era già nell’aria, ora è arrivata l’ufficialità: Gigi Buffon lascia la Juventus, quella di sabato allo Stadium sarà la sua ultima partita con la maglia bianconera. Ad annunciarlo lo stesso Buffon in conferenza stampa: “Ringrazio il Presidente, si è creato un grande rapporto, un’amicizia se voglio allargarmi. Sono contento ci sia qui il mio procuratore, lo stato maggiore della Juventus e anche Giorgio Chiellini, che giustamente prenderà i gradi di capitano. Mi sento felice, è la fine di un percorso straordinario. Ho percepito il bene della gente, ho lottato per questo bene. Sabato sarà la mia ultima partita con la maglia della Juventus, sarà il modo migliore per finire questa avventura con due vittorie importanti. La finirò con Andrea e i miei compagni. Posso dire che non finisco alla Juve da giocatore che aveva finito il motore o che era mal sopportato. Ho sempre fatto prestazioni degne del mio nome e della squadra per cui gioco. Non è scontato essere così longevo e performante per uno sportivo. Voglio concludere ringraziando la famiglia Juventus e il mondo Juve. Nel 2001 presero un talento straordinario e forse sono un po’ di parte. Se il talento è diventato campione è merito della Juve che mi ha fatto fare uno step in convinzione. SOno convinto che se a 40 anni sono così è merito della Juventus e dell’approccio del mondo bianconero. Ho fatto mia questa filosofia e so che la userò nel dopo calcio se dovesse servire, è l’unico modo che conosco per arrivare a dei risultati. Ringrazierò la Juventus per sempre”.

“Cosa farò? So solo che sabato giocherò una partita, Andrea sa di tutto ciò che sta accadendo intorno a me ed è un consigliere di cui non voglio privarmi. Fino a 15 giorni fa era risaputo che avrei smesso, ora penso che sono arrivate delle proposte e delle sfide stimolanti sia in campo che fuori. La più importante fuori dal campo me l’ha fatta proprio Andrea. La prossima settimana, dopo due o tre giorni di riflessioni serene prenderò la decisione definitiva e certa, che sarà quella di seguire ciò che urla la mia indole e la mia natura”.

“Dopo Juventus-Napoli qualche pensiero sulla possibile perdita del titolo di Campioni d’Italia l’ho avuto. Ripeto, fino a 15 giorni fa ero convinto di essere un ex calciatore. Avendo fatta mia la mentalità Juve, io sono fermamento convinto che questa società debba programmare il futuro. La Juve ha un portiere di un valore eccelso almeno quanto il mio e che ha 13 anni in meno di me. È la Juve più grande di sempre? Mancherei di rispetto a quelle Juventus che hanno vinto qualcosa più di noi. Siamo comunque solidissimi. Futuro in Italia? Escludo categoricamente opzioni romantiche come il Parma o il Genoa. Il mio infortunio alla schiena? La mia rinascita, ho deciso dentro di me anche grazie a loro per far diventare unica la mia carriera. Quel tipo di sfida del 2010 ha fatto sì che (anche grazie ai miei compagni) abbiamo vinto e ci siamo tolti grandi soddisfazioni. Per me l’essenza della sfida è battersi senza per forza poi vincere”.

“Se avessi visto Oliver dopo due giorni dalle mie dichiarazioni l’avrei abbracciato e mi sarei scusato per le parole, confermando però i pensieri. Se mi squalificano? Sarebbe giusto per quello che ho detto”.

“Che la Juve per me rappresenti una famiglia credo sia sotto gli occhi di tutti. Che io possa essere onorato nell’essere percepito come uno di famiglia penso che Andrea me l’abbia fatto sentire con tanta forza. La Juventus è una società che programma il futuro come il passato: vincente. Se un giorno potrò essere considerato un elemento su cui fare affidamento, è chiaro che per me la Juve ha la precedenza su tutto. Non deve essere un’imposizione”.

“È stata un’annata faticosa, l’elaborazione del lutto di smettere di giocare ti appesantisce e ti tocca dentro. Da aprile sono tornato a essere leggero e fiducioso, felice come nei giorni migliori, anche grazie a tutte le componenti. In questo e in quel periodo ho pensato che se dovessi smettere anche sei mesi sabbatici non mi farebbero male per far decantare il tutto per poter ripristinare una situazione sentimentale normale, visto che ora è presa d’assalto da tutto quello che succede”.

“Ora fare il toto squadre o campionati non ha senso. Ripeto che deciderò a bocce ferme, se continuo sarà solo per grandi obiettivi e palcoscenici perché questo sono io e forse è un mio limite. Szczesny? È intelligente e si è incuriosito dal nostro spogliatoio. È stato edulcorato sul mondo Juve da tanti oltre a me”.

“Alle persone va fatto sentire l’amore, il sentimento, la stima quando sono vive, non morte. Quindi mi porterò via tutto ciò che mi è stato dato con gelosia, io ero uno cui scocciava il compleanno perché era al centro dell’attenzione. Con Andrea abbiamo parlato di tutto, per uno come me che si è sempre professato juventino e ha sempre sottoscritto con forza la juventinità è cosa buona e giusta capire quando è il momento. La Juventus ha un portiere che vale me e ha 27, non voglio rimanere e diventare un peso per paragoni di Szczesny che farebbero stare male me. Non posso che essere contento a lasciarmi in questo modo, accompagnato”.

“Finito un ciclo Juve? Non avrei capito nulla del mondo juventino, sarei da rinchiudere se lo pensassi. L’unica parte imprescindibile della Juventus è la famiglia. Con Chiellini abbiamo praticamente vissuto in simbiosi, non posso che fargli un in bocca al lupo speciale e ricco di affetto. Ho raggiunto il record di imbattibilità, sarei da rinchiudere se pensassi che sia stato merito mio e basta. È grazie a tutti i miei compagni. Io in campo il 4 giugno contro l’Olanda in Nazionale? No. Non ho bisogno di celebrazioni o addii vari. Non ho sentito Casillas, probabilmente per difetto mio credo che sia una situazione diversa dalla sua. Qui ho empaticamente delle persone che la pensano come me. Iker con il Real non so come si siano lasciati ma non so le volontà di entrambi”.

 

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