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Un mondiale sottotono per gli Azzurri

Un mondiale sottotono per gli Azzurri

La scherma azzurra ha fatto flop. Dopo stagioni esaltanti, risultati a ripetizione e una serie di ori, l’edizioni 2019 dei mondiali di scherma di Budapest si è chiusa con riultati poco gratificanti che permettono di gioire soltanto per il raggiungimento del pass utile alla partecipazione i Giochi della XXXII Olimpiade di Tokio 2020.

Per gli azzurri, abituati a salire sul gradino più alto del podio quando di incrociano le lame, pur avendo vinto il maggior numero di medaglie (ben 8, 1 argento e 7 bronzi) rispetto a tutte le altre federazioni, non ha invece confermato il risultato 2017 e 2018 che la vedeva vincitrice del medagliere per nazioni. Per rendere ancora più efficace il dato, l’Italia non ha vinto un solo oro e nelle gare individuali non ha avuto neppure un argento (non accadeva dal 1987, quando gli azzurri vinsero solo due bronzi).

Non sono mancati però risultati storici raggiunti da altre nazioni. In questa edizione hanno vinto la loro prima medaglia mondiale il Brasile, la Grecia, Hong Kong e Iran.

Molto burrascosa e piena di polemiche è stata la finale della sciabola maschile. Il confronto in finale vinto dalla corea contro i padroni di casa ungheresi ha lasciato una lunga scia di polemiche nella federazione ospitante. La federazione ungherese, organizzatrice del campionato, ha dichiarato di aver “mandato a casa” gli arbitri responsabili della sconfitta della propria squadra. Un finale che non fa onore al movimento schermistico mondiale e a quello ungherese in particolare.

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