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Roma, Di Francesco: “Gli alti e bassi mi tormentano”

Roma, Di Francesco: “Gli alti e bassi mi tormentano”

Gli alti e bassi sono un tormento, così come la paura di dover lasciare l’opera a metà. Eusebio Di Francesco spera nella medicina Champions per allontanare le voci che lo vorrebbero lontano da Roma. Col CSKA l’allenatore giallorosso potrebbe ritrovare la via della vittoria, intanto ha presentato così la sfida con i russi: “Sabato l’approccio alla gara contro la Spal è stato ottimo. Nel secondo tempo abbiamo perso il filo logico della preparazione della gara. Ieri si sono allenati quelli che non hanno giocato. Ora serve ricostruire a livello mentale più che sulla partite”.

Mi tormenta il fatto di ritrovare continuità – ha continuato Di Francesco – ci siamo ritrovati con un secondo tempo deludente. Per migliorare la squadra deve dare continuità a quello che fa soprattutto nei momenti di difficoltà. Contro la Spal abbiamo dimostrato di essere superiori. Alla prima occasione di difficoltà siamo andati sotto”.

Sul possibile undici di domani invece: “Penso di poter recuperare Kolarov, De Rossi e Schick, anche se l’allenamento di oggi mi darà la risposta definitiva. Schick ha avuto un piccolo problema di infiammazione muscolare, ma penso che sarà a disposizione”.

Dzeko? Non può essere felice dopo la sconfitta contro la Spal. Abbiamo la fortuna di giocare domani e ritornare a vincere. Per fare qualcosa di importante. Non c’è tempo per le chiacchiere. Lui deve essere uno dei nostri protagonisti. Dobbiamo essere bravi a trascinare il pubblico. Noi abbiamo bisogno di loro e noi dobbiamo trascinarli con gli atteggiamenti giusti”.

4-2-3-1? Ritengo più opportuno continuare con questo modello di gioco, per sfruttare determinate caratteristiche dei giocatori. Se cambiano i giocatori, cambiano le caratteristiche non il modo di giocare. Anche se inserisco un attaccante al posto del trequartista rimangono sempre due giocatori sulle fasce. Dipende dagli atteggiamenti, non dai giocatori”.

La Roma fa fatica a recuperare il risultato? È una caratteristica che dobbiamo migliorare. Serve la capacità di non perdere il filo conduttore. Bisogna cercare di far crescere la squadra: migliorare sia in personalità che in leadership. Quando si parla di fase difensiva si parla di tutti e undici i giocatori. Abbiamo dimostrato di avere delle carenze, io devo essere bravo a far uscire il meglio da loro. Alla mia squadra manca l’equilibrio che a volte ci ha fatto prendere dei gol in più. I numeri parlano chiaro: di gol ne abbiamo fatti, in difesa invece dobbiamo fare meglio”.

Sui giovani: “Quando non fai giocare Pellegrini e Kolarov gioca male arrivano le critiche, lo stesso se succede con kluivert, tutto si lega ad un discorso di risultati. Il fatto di aver messo tanti giovani in campo è il risultato di tanti infortuni. Coric entra sul 2-0 con l’obiettivo di dare qualità alla gara, per creare freschezza. Kluivert a Torino è stata una mossa indovinata, l’altro giorno invece no. La squadra va tutelata, questa è la Roma e dobbiamo essere bravi a valorizzare la squadra. Questo è quello che abbiamo in questo momento, la mia squadra deve essere forte a scivolarsi addosso queste cose. Ormai le carte d’identità lasciano il tempo che trovano. La gente vuole vedere gli atteggiamenti giusti e noi glieli dobbiamo far vedere. El Shaarawy? C’è sempre un ballottaggio con Kluivert. Lui non ha avuto grande continuità. Nella prima mezz’ora stava facendo un’ottima gara. Da lui ci aspettiamo il salto di qualità definitivo. Io chiedo molto lavoro agli esterni per questo è uscito con i crampi”.

CSKA? È una squadra che ha più talento del Viktoria Plzen e meno fisicità. È una squadra giovane, ma con molta qualità. Quando si affronta una squadra bisogna sfruttare gli elementi negativi. Noi dobbiamo sfruttare al meglio i calci piazzati, ma sapendo che spesso si appiattiscono in difesa. Non sapremo realmente che squadra ci troveremo di fronte, lavoreremo sulle caratteristiche dei giocatori”.

Ci sono giocatori che ti arrivano dopo 10 giorni di Nazionale, quando si va a preparare la gara lo si fa dalla settimana prima. Il giovane passa anche attraverso delle prestazioni meno buone. Noi siamo la Roma e qui siamo costretti a vincere. Chi non riesce a reggere questi atteggiamenti alla lunga è fuori. Io la possibilità la do a tutti, ad esempio a Fazio dal punto di vista della preparazione della gara non devo insegnare niente, è giovani devono prendere esempio da uno come lui”.

Dobbiamo dimostrare sul campo di essere all’altezza. Se avessi pensato solo alla Champions avrei dovuto cambiare molti più giocatori. Gli obiettivi sono quelli di fare il meglio possibile e di arrivare in Champions League. Non possiamo continuare a fare gli errori che stiamo facendo”.

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