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Nicchi: “La riforma? Si rischia una nuova Calciopoli”

Nicchi: “La riforma? Si rischia una nuova Calciopoli”

E’ un Nicchi che parla a ruota libera quello intervenuto sulle frequenze di ‘Radio Anch’io Sport’. Diversi i temi toccati dal presidente dell’AIA, a partire dalla possibilità che gli arbitri siano privati del 2% dei voti in Consiglio Federale: “Vogliono indebolire il peso politico degli arbitri e questo significa minare la nostra indipendenza, la nostra forza, aprire scenari nefasti di un passato ancora da dimenticare. Potrebbe essere l’inizio di una nuova Calciopoli. È anacronistico che il Coni voglia togliere il diritto di voto all’Aia per aumentarlo ai professionisti. Ieri si è confermato che i nostri arbitri sono di grande valore e spessore tecnico, sono il fiore all’occhiello di una Federazione che allo stato attuale non esiste. Sto cercando di evitare lo sciopero ma si sappia che se un giorno qualcuno arriva al campo e non trova l’arbitro, non resti sorpreso. Le sezioni non ce la fanno più. Io cercherò di evitare lo sciopero ma i riconoscimenti sono dovuti, anche all’estero gli arbitri partecipano all’elezione federale. Mettere le mani sugli arbitri significa che ognuno dice la sua nelle designazioni e nel modo di arbitrare. Calciopoli è nata proprio perché c’era gente che metteva bocca in cose che non gli competevano”.

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