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Audero: “Samp? Mai avuti dubbi. Ammiro la mentalità della Juve”

Audero: “Samp? Mai avuti dubbi. Ammiro la mentalità della Juve”

E’ cresciuto in fretta Emil Audero, basta vederlo tra i pali per accorgersene. Ha appena 22 anni ma sembra un veterano. E’ cresciuto nelle giovanili della Juve, sta esplodendo ora con la maglia della Sampdoria. Il giovane portiere bllucerchiato si è raccontato in un’intervista alla Gazzetta dello Sport, partendo dal suo passato in bianconero: “Gli anni nel settore giovanile della Juventus mi sono serviti a fare sempre le cose al massimo, anche se poi persino nei movimenti sembro quasi rilassato. Me ne accorgo talvolta anche nelle parate: non faccio interventi scenografici, preferisco gesti più semplici e comunque efficaci”.

A Buffon dava del ‘lei’, ora spera di ripercorrere almeno in parte le sue orme: “Avevo sedici anni quando iniziai ad allenarmi saltuariamente con la prima squadra” ricorda il numero uno doriano. “Più o meno in questo periodo, nei giorni della ripresa degli allenamenti dopo Natale. Da piccolo vedevo Gigi come un idolo, e trovarmi ad allenarmi con lui servì a creare un primo rapporto fra di noi. Cresciuto, poi, quando passai stabilmente in prima squadra. Da uno come Gigi impari tanto, anche nelle movenze sul campo. La Samp? Avevo varie opzioni, quella blucerchiata era la migliore. Se l’anno precedente mi avessero detto: ‘Il prossimo anno giocherai nella Samp’, avrei firmato subito. Del resto questo club è sinonimo di serietà e stabilità. Quando segui la Sampdoria dall’esterno, vedi che qui passano ottimi giocatori, non è una società che fa su e giù dalla B. Non ho avuto esitazioni. Obiettivi? Secondo me abbiamo sbagliato solo una partita quest’anno, con il Torino. C’è stato qualche passo falso, ma soprattutto dobbiamo trovare il nostro equilibrio: non sbagliare le gare da vincere, facendo poi risultato in quelle difficili. La classifica, oggi, assomiglia tanto a quella della Serie B. Fai bene due gare e sei in Europa League, ne sbagli due e finisci nella mischia”.

Audero replica anche alle domande sul mercato : “Io costruisco il mio futuro con il presente. Non ci penso. So soltanto che facendo bene le cose, alla fine arrivano i risultati, e si possono aprire scenari diversi. Restare qui, andare via… Alla fine sono altri che svolgono questo lavoro. Io posso determinare il mio futuro solo relativamente”. Le parole di ammirazione per la Juve comunque non mancano: “Si applicano tutti al massimo, sapendo di dovere dare qualcosa in più, sempre. Vincere diventa quasi un’ossessione, un pareggio sembra una sconfitta. Altrimenti lì non ci stai, quasi fosse un’armata militare. Ma c’è anche una cura estrema per la persona, prima che per il calciatore. Poi con l’arrivo di Ronaldo… Io li ammiro, ti fanno diventare uomo. Champions? Con questa rosa, sono fra le favorite, ma in Champions contano mille fattori. Certo che se penso che facevo parte del gruppo arrivato in finale a Cardiff, ancora oggi non ci credo...”.

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