Lazio, a Pescara tutto facile

La Lazio travolge il Pescara e riprende la marcia verso l’Europs. Sei gol (a due), altre occasioni mancate, ma anche una lunga fase di black out da metà primo tempo fino all’intervallo che aveva riaperto un match che pareva chiuso dopo appena un quarto d’ora.
E’ dunque una vittoria larghissima, ma non priva di qualche cono d’ombra per la formazione romana. Che dopo l’uno-due di Parolo al 6’ e al 14’ (gol entrambi di testa, il primo su assist di Anderson, il secondo di Biglia) inspiegabilmente si addormenta consentendo alla squadra di casa prima di accorciare le distanze con Benali (bravo a ribadire in rete un tiro di Kastanos respinto da Marchetti), quindi di pareggiare con un bel gol di Brugman (angolo di Kastanos e spizzata di Benali prima del tiro a volo vincente dell’uruguaiano). E tra le due reti gli abruzzesi si concedono pure il lusso di sbagliare un rigore (il quinto fallito su 7 totali avuti in questo campionato). A sbagliare è Caprari che calcia malissimo, la parata di Marchetti è fin troppo facile. Il penalty è concesso per fallo di Hoedt su Zampano.

Ma nell’intervallo, evidentemente, Inzaghi si fa sentire. E la Lazio ricomincia a macinare gioco e gol, questa volta senza però fermarsi. Il mattatore di giornata è un incredibile Parolo che, dopo i due gol iniziali, ne segna altri due nella ripresa. Il primo è quello che sblocca definitivamente la gara, ancora di testa (angolo di Biglia, tiro di Milinkovic che colpisce il palo, palla che finisce sulla testa del centrocampista azzurro che deve solo spingerla in rete). Poi Parolo chiude anche i conti col quarto gol personale, il sesto della Lazio. È l’unico che Parolo realizza di piede (piatto destro su assist di Lulic). Nel frattempo erano già arrivati il gol di Keita (assist di un generoso Immobile che potrebbe segnare ma preferisce favorire il gol del senegalese) e poi dello stesso attaccante napoletano (girata di collo destro su assist di Biglia). Immobile non esulta e chiede scusa al pubblico (a Pescara ha vinto un campionato di B e trovato moglie) e lo stadio Adriatico gli riserva un’ovazione. Solo fischi invece per i propri giocatori. Sconfitta pesantissima quella della formazione di Oddo e clima generale di rassegnazione.

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