Ci voleva Andrew Howe per scaldare il pubblico dello Stadio Olimpico di Roma. 200 metri tutti di corsa, alla caccia di conferme. Che ci sono state. Primo, con il tempo di 20", 31 il velocista reatino ha infiammato i 50.000 spettatori assiepati sulle tribune dello stadio. A fine gara l'ex ragazzo prodigio dell'atletica italiana è sembrato soddisfatto anche se è consapevole che la strada per arrivare ad una finale di campionato del Mondo o di olimpiade è molto lunga. E se Howe ha confermato i miglioramenti nella velocità, bene sono andati anche i ragazzi della 4 X 100. Buona gara del quartetto azzurro che solo nello sprint finale lascia il podio alla squadra canadese vincitrice con il tempo di 38"65 contro i 38.89 degli italiani.
Chi invece ha rischiato di "steccare" la prima è stato l'uomo simbolo dell'edizione 2011 del Golden Gala. Usain Bolt, stella incontrastata del meeting ha tremato difronte alla prova di Asafa Powell. Bolt, colpevole di na partenza titubante, ha rischiata di pagare a caro prezzo la desuetudine alle gare subendo la partenza impressionate del suo connazzionale. Solo nelgi ultimi 50 metri il primatista mondiale è riuscito a sciogliere la corsa. I tempi, 9",91 contro i 9",93 di Powell, la dicono tutta sull'andamento dello sprint. In sala stampa un Bolt moderatamente soddisfatto si è divertito con i giornalisti facendo però autocritica "Una gara totalmente sbagliata. Ero nervoso, era la prima gara della stagione. Grazie a tutti, ho fatto tutto per questo pubblico che mi ha aiutato". Anche Powell, consapevole dell'occasione perduta è sembrato molto amareggiato "Sono stato troppo focalizzato su Usain, se avessi fatto la mia gara avrei vinto - ha detto Asafa Powell, connazionale di Bolt, giunto secondo a soli due centesimi -. Ho sprecato questa gara, è la gara in cui potevo vincere. Devo rimanere assolutamente concentrato, so cosa posso fare".
Giovanni Valenza