ROMA 1 DICEMBRE 2011 - Il rinnovo del contratto di Daniele De Rossi ancora non è arrivato. Tutto questo a sei mesi dalla scadenza e a soli due mesi dalla data che permetterebbe al calciatore di firmare un contratto con un' altra società, senza che la Roma possa incassare in tal caso qualcosa per il suo cartellino. De Rossi ha sempre dichiarato l'amore per la società in cui è cresciuto e la volontà di chiudere la carriera in giallorosso, ma questi ritardi sul rinnovo non possono non destare qualche campanello d'allarme. Infatti, mentre il Manchester City di Roberto Mancini è pronto a ricoprire d'oro il centrocampista facendogli firmare un quadriennale da nove milioni netti, dall'amministratore delegato Fenucci arrivano dichiarazioni che alimentano dei dubbi circa la permanenza di De Rossi nella capitale. Durante un'intervista concessa alla "Gazzetta dello sport" Claudio Fenucci è intervenuto anche sull'argomento del rinnovo di De Rossi, dichiarando: "C’è differenza, certamente non siamo ai dettagli finali. Stiamo pensando di modulare la nostra offerta in modo tale da rendere i primi anni del contratto più in linea con il nostro budget. Aspettiamo risposte.". Frasi che quantomeno lasciano trasparire una certa distanza tra domanda e offerta, oltre a dare adito ad indiscrezioni secondo le quali l'offerta che la società ha presentato a De Rossi non garantirebbe al calciatore un aumento dello stipendio per le prime stagioni del nuovo contratto ma più verosimilmente un abbassamento immediato dell'ingaggio in vista di un aumento successivo. Se queste fossero davvero le condizioni dettate dalla Roma non stupirebbe il fatto che la firma non sia ancora arrivata e che De Rossi stia prendendo in seria considerazione l'offerta del City. Il calciatore, infatti, si trova di fronte all'ultimo contratto davvero importante della sua carriera e il progetto giallorosso sembra essere a lunga scadenza. Fenucci, infatti, nell'intervista alla "Gazzetta dello Sport", ha in pratica dichiarato che la nuova società sta colmando dei buchi finanziari lasciati dalla gestione precedente e che la Roma non potrà garantire ingaggi importanti e quindi essere altamente competitiva prima del 2014. La nuova gestione, dunque, spera di poter aumentare i ricavi prima di fare investimenti importanti. Quello che sembra più difficile da comprendere, al momento, è come farà la Roma ad aumentare i ricavi senza poter acquistare calciatori con stipendi importanti (quindi campioni affermati, dall'alto appeal a livello di merchandising), o a superare sul campo società dal monte ingaggi molto più ricco (Inter, Milan e Juventus) per la conquista di quel posto in Champions League che vuol dire prestigio ed introiti. La perdita di De Rossi sarebbe gravissima per la Roma, da tutti i punti di vista, da quello tecnico a quello commerciale, da quello "sentimentale" a quello d'immagine. E' vero, un calciatore come De Rossi non doveva essere portato ad un anno dalla scadenza, il suo contratto doveva già essere stato rinnovato dalla precendente gestione, ma la nuova proprietà non può utilizzare questa situazione come un alibi, perchè la perdita di De Rossi a paramentro zero sarebbe comunque una imperdonabile sconfitta per la Roma di oggi, un enorme segnale di debolezza. Ovviamente, nessuno pensa che la Roma possa pareggiare l'offerta del City, ma allora che qualcuno scopra le carte: se l'offerta della Roma fosse veramente al ribasso sarebbero in molti ad avere da ridire, ma se la nuova società dovesse per esempio proporre a De Rossi un contratto sulla falsariga di quello di Totti (da circa 5.5 milioni netti) e il centrocampista dovesse rifiutarlo difficilmente i tifosi potrebbero criticare la società, prendendosela semmai con chi aveva dichiarato di voler restare a Roma per sempre, e quindi mai a nove milioni annui.
Luca Cicinelli
Luca Cicinelli